Palazzo Roccabruna
A metà del '500, in un'epoca che tendeva alla nobilitazione per architettura, Gerolamo II Roccabruna, stretto collaboratore del principe-vescovo Cristoforo Madruzzo, intendendo rinnovare il rango della casata, acquisì una serie di vecchi edifici prospicienti via SS. Trinità a Trento che accorpò in un unico palazzo. L'effetto più rilevante dei suoi interventi si espresse in una facciata di pregevole unità compositiva, assolutamente originale in relazione all'epoca e al contesto cittadino. Nell'ingresso principale uno stemma Roccabruna con campo dello scudo alla torre, merlata alla ghibellina, campeggia sull'archivolto. A sovrastare il balcone, sullo stesso asse, spicca l'imponente stemma del cardinale Cristoforo Madruzzo; più in basso, sotto il mascherone, un cartiglio con il motto celebrativo "tu decus omne meum" ("in te è tutto il mio onore"), costituisce il riconoscente omaggio del committente del Palazzo Gerolamo II Roccabruna al potente protettore. Lo stemma di famiglia dei Roccabruna è oggi simbolo delle attività camerali di valorizzazione dei prodotti e del territorio trentino. Tra le varie notizie storiche relative al palazzo - oggi sede che la Camera di Commercio di Trento ha dedicato alla valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti - merita un cenno il ruolo significativo rivestito nell'ultima fase del Concilio di Trento, quando nelle sue sale dimorò l'ambasciatore del re di Spagna Claudio Fernandez de Quiñones, Conte di Luna, celebre per intemperanza ed estrosità.