Incontri con l’autore

DOVE VA IL MONDO DEL LAVORO

Dom, 06/06/2010 - 18:40

Sindacato, politiche del lavoro, crisi economica, disoccupazione, rapporti industriali. Numerosi gli spunti offerti dalla presentazione de “L’annuario del lavoro”.  Ne hanno discusso questo pomeriggio gli autori Massimo Mascini e Nuzia Penelope con il senatore e ex ministro del lavoro Tiziano Treu.

Dodici mesi tra i più difficili per il mondo dell’occupazione e per l’economia. Un anno, per dirla con gli autori “stretto tra la "tempesta perfetta" che ha scosso le regole di fondo dell'economia e della finanza, la riforma della contrattazione che ha messo a dura prova i rapporti sindacali, lo spettro della disoccupazione che si è allargato al di là delle previsioni più nere”. Ultimo aspetto, confermato proprio due giorni fa dall’ultimo rapporto che segna in Italia un’occupazione giovanile pari al 30%. Dati allarmanti, cifre pesanti. Ma in tutto ciò, qual è il ruolo dell’attuale sindacato? Quale direzione ha intrapreso il mondo del lavoro? Come si comportano imprese, associazioni di categoria e governo?
“L’Italia è attanagliata da diverse divisioni – ha spiegato Mascini -. Tra nord e sud del Paese, tra lavoratori protetti, tutelati e lavoratori privi di ogni diritto e garanzia. A ciò si aggiunge una classe politica e dirigente storicamente incapace di indicare una traiettoria precisa e brillante”. Divisioni che, specie negli ultimi mesi, hanno coinvolto anche le sigle confederali, messe ancor più in crisi dal terremoto economico e finanziario dell’ultimo biennio. “Il sindacato è in difficoltà, e sembra incapace di capire dove e come affrontare i problemi. La divisione stessa consumatasi all’interno del mondo sindacale ne è testimonianza”.
Tornando alla divisione tra diverse tipologie di lavoratori, Nunzia Penelope ha subito voluto puntualizzare il suo punto di vista. “Nessun lavoratore, neanche quello a tempo indetermintao o del settore pubblico può considerarsi “protetto” – ha esordito Penelope, anche riferendosi alla recente manovra finanziaria che proprio gli addetti del pubblico impiego va a colpire maggiormente -. Lo stesso sindacato non rappresenta più la propria base sociale, di cui non è in grado neanche più di guidare le vertenze sindacali come testimonia quanto accaduto negli ultimi mesi”. Proprio il graduale e ormai definitivo scollamento che si è consumato tra mondo sindacale e lavoratori è stato il fulcro del dibattito. Uno scollamento che, a detta degli autori, è avvenuto per tutte le categorie di rappresentanza, compresa Confindustria. “Le classi dirigenti si sono staccate dalla loro base di rappresentanza e invece di discutere dei problemi con essa lo fanno tra loro – hanno denunciato -. Sindacati e Confindustria si sono trasformate in strutture di lobbies, collaterali al governo”. Molto dell’attuale disegno l’ex ministro Treu lo attribuisce alla crisi che “ha squassato ogni equilibrio della vita economica e finanziaria” ha detto. “Il tradizionale tessuto di contrattazione è stato completamente stravolto e vigono confusione e incertezza tali che lo stesso sindacato non sa come muoversi”. Confusione e incertezza che hanno condotto alla disgregazione delle posizioni delle singole sigle confederali, “incapaci di reagire e di avere una visione, una prospettiva d’azione, di dare risposte concrete”.
Come uscirne allora? Con la dichiarazione conclusiva di Mascini, che più che essere una teoria, ha tanto il sapore di un auspicio, di una speranza. “Confidiamo nella capacità e nel dinamismo che caratterizzano i diversi territori del nostro Paese – ha concluso l’autore -. Dai territori può ripartire l’impulso a che il sistema si rinnovi, cresca e si sviluppi creando nuove opportunità”.