Donna non rieducabile
Testi di Stefano Massini, regia di Silvano Piccardi, con Ottavia Piccolo
Brani autobiografici ed articoli di Anna Politkovskaja adattati in forma teatrale e letti come un album di immagini. Una carrellata di esperienze in presa diretta, per restituire al pubblico il senso della scelta di verità, compiuta da una giornalista che volle andare a guardare dentro gli eventi.
Al teatro Cuminetti e in Sala Filarmonica
GLI SPETTACOLI DEL FESTIVAL DELL'ECONOMIA
"Donna non rieducabile" e "Orchestra J. Futura & Giovanni Sollima"
Il 3 giugno alle ore 21 in Sala Filarmonica e il 5 giugno sempre alle 21 presso il Teatro Cuminetti, due importanti spettacoli nel contesto del Festival dell'Economia.
Donna non rieducabile
Testi di Stefano Massini, regia di Silvano Piccardi con Ottavia Piccolo
Anna Politkovskaja e le sue parole sono al centro di questo spettacolo. Il 5 giugno al Teatro Cuminetti verrà messo in scena un adattamento teatrale di brani autobiografici e articoli di Anna Politkovskaja. Ecco ciò che scrivono dello spettacolo Stefano Massini e Silvano Piccardi.
Ho tentato di costruire un album di immagini, una carrellata di esperienze in presa diretta, una galleria di zoom su precise situazioni, atmosfere, solo talvolta stati d'animo. Ne è nato un collage di quasi 20 quadri. Ogni volta che il quadro inizia il pubblico non sa niente: viene brutalmente scaraventato dalle parole in un determinato contesto che non conosce e che sta a lui ricostruire dai particolari. E' come se per 20 volte gli occhi si riaprissero e si richiudessero su temi e luoghi diversi, sempre da intuire. Direi che non si tratta di un testo "su Anna Politkovskaja", bensì un viaggio "negli occhi di Anna Politkovskaja". Visione in soggettiva degli abissi russo-ceceni." Stefano Massini
Mettere in scena uno sguardo: questo il compito mio e di Ottavia. Suggerendo il contesto realistico, evocando la persona attraverso le sue testimonianze, ricreando la condizione di solitudine che mano a mano la circondò, fino a soffocarla. E Ottavia Piccolo ha dato voce allo smarrimento, all'orrore, alla dignità e anche all'ironia di questa donna indifesa e tenace, con il rigore e l'intensa partecipazione di una attrice che in quei valori di libertà si identifica fino in fondo. Costruito come una serie di istantanee, il percorso seguito da Anna (scandito dall'intervento dell'arpa di Floraleda Sacchi, che diventa volta volta l'eco della guerra, lo spappolarsi dell'inno sovietico, un rumore di ferraglia inquietante, una momento di pace...), veniva quindi ricreato dall'attrice, in simbiosi con quanto visto e vissuto dalla giornalista. Un semplice tavolino, le scarne azioni sceniche, il variare delle atmosfere sottolineate dai mutamenti spaziali suggeriti dalle luci, era dunque tutto ciò cui ci saremmo affidati, per evocare, dalla ristretta postazione di un palcoscenico, un intero mondo di eventi e di emozioni. Fino alla tragedia.
Silvano Piccardi